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Per il Presidente

Per il Presidente

Ieri si è chiuso un anno, il 2014, tra i più complessi della recente storia politica e sociale dell’Italia. Non staremo qui a fare bilanci, quelli ciascuno li deve fare serenamente con stesso tutti i giorni, ma è possibile immaginare di darsi degli obbiettivi di medio termine in cui riconoscere o meno uno spazio di azione collettiva, o una pietra miliare nei propri propositi.

Questo è un sito di iniziativa politica. Nel nostro piccolo cerchiamo di promuovere una cultura dell’interesse nazionale, del patriottismo, che esca da una certa retorica nazionalistica che – purtroppo – ha reso i valori della Nazione (che sono i valori di una comunità nazionale) indigesti per intere culture politiche. Accoglienza, doveri, reciprocità, abnegazione, si tengono tra di loro e noi speriamo che in questo si riassuma il senso della Patria e dunque il nostro essere Patrioti.

Libertà e condivisione delle responsabilità. Dignità e condivisione delle fatiche. Questa doverosa premessa per dire e per dirsi perché – non senza un po’ di amarezza – ieri il Presidente della Repubblica sulle nostre pagine sia stato insultato e il suo ruolo incompreso nella sua interezza. Ieri il Presidente Giorgio Napolitano ha svolto il suo ultimo discorso di fine anno. Non sempre siamo stati d’accordo con l’azione del Presidente, ma ne riconosciamo il ruolo, la statura morale e politica e soprattutto l’essere stato in una fase delicatissima il perno del sistema politico italiano, nel momento della sua massima debolezza, riuscendo così a stabilizzare un parlamento – e dunque un paese – sull’orlo della bancarotta economica e politica.

“Sto per lasciare, rassegnando le dimissioni”, ha premesso. “E desidero dirvi subito che a ciò mi spinge l’avere negli ultimi tempi toccato con mano come l’età da me raggiunta porti con sé crescenti limitazioni e difficoltà nell’esercizio dei compiti istituzionali, complessi e altamente impegnativi, nonché – ha spiegato a reti unificate – del ruolo di rappresentanza internazionale, affidati dai Padri Costituenti al Capo dello Stato”. Bisogna quindi tornare alla “normalità costituzionale” e questo significa, ha ammonito il capo dello Stato, procedere subito e “serenamente” all’elezione del nuovo presidente. Sarà proprio questo il primo passaggio fondamentale nel quale le forze politiche dovranno mostrare “maturità” e “senso della nazione”. A questo asse di normalizzazione – a cui forse seguirà uno scioglimento delle Camere e le elezioni anticipate? – dell’assetto politico-istituzionale un altro. Quello necessario dei doveri collettivi, del senso della nazione a cui siamo tutti chiamati al di là del ruolo che incarniamo: “Il cammino del nostro paese in Europa, lo stesso cammino della politica in Italia lo determineremo tutti noi, e quindi ciascuno di noi, con i suoi comportamenti, le sue prese di coscienza, le sue scelte. Più si diffonderanno – ha aggiunto – senso di responsabilità e senso del dovere, senso della legge e senso della Costituzione, in sostanza senso della Nazione, più si potrà creare quel clima di consapevolezza e mobilitazione collettiva che animò la ricostruzione post-bellica e che rese possibile, senza soluzione di continuità, la grande trasformazione del paese per più di un decennio”. Ecco perché “ciascuno deve fare la sua parte” e tutti devono partecipare “con passione, combattività e spirito di sacrificio”.

Se dovessimo trovare una pecca in questo ultimo messaggio all’Italia e agli italiani, certamente ricorderemo l’assenza di ogni riferimento alla difficile situazione dei Marò in India. Forse che altri canali stanno intervenendo e non si è voluto parlararne? Lo speriamo vivamente.

Resta un discorso equilibrato e una capacità di gestire l’isituzione del Quirinale di cui ringraziamo Napolitano: non di ogni singola scelta di cui saranno gli storici a dirci se giusta o sbagliata, se miope o lungimirante. Ma avere senso della prospettiva è necessario per poter valutare al meglio personaggi e situazioni. Buon Anno Patrioti.

Scritto da Lucandrea Massaro

Lucandrea Massaro

Classe 1980, studi in Storia e Scienze delle Religioni a Roma Tre. Giornalista professionista dal 2010, ha collaborato con Radio Rai per diversi anni. Democratico e maggioritarista ha collaborato col Comitato referendario contro il Porcellum. Ha scritto di politica su: Europa, Gazebos, Qdr e Ateniesi. Sogna un bipartitismo all’americana anche per l’Italia.