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Je Tartine

Je Tartine

Tempi sempre più duri per amanti e professionisti della tartina in Europa.

I dati sciorinati impietosamente dal governo e dai vari istituti di ricerca, pubblici e privati, si fanno sempre più confusi e contraddittori costringendo gli ospiti di Giannini e Floris ad un tragicomico clima da giochi di società e tramezzini da bar.

Nell’imbarazzo della musica che non parte, si parla di Draghi come dell’amico fico che purtroppo non è potuto venire per un contrattempo dell’ultimo minuto (ma saluta tutti) nel malcelato tentativo di strappare un applauso come si fa con il numero dell’unica ragazza carina ad una festa noiosa. Se poi, con la compiacenza di padroni di casa e editori,la situazione sfugge di mano allora si che “fare le riforme strutturali!!”, “aggredire la spesa pubblica improduttiva!“ e “combattere sprechi e evasione!!” ma la verità è che nessuno ha portato il vino, fuori piove e non si può manco fumare.

Ma se il consumatore di caviale piange (e langue )in Italia non ride neanche nel paese che per primo, seppur in non sospetti tempi napoleonici, importò dalla Russia le pregiate uova.

Il governo di sua socialistissima maestà Hollande ha infatti presentato, con buona pace di Piketty, un piano di tagli di spesa da 21 miliardi di euro che, se portato ad esecuzione, rappresenterebbe il più profondo intervento sulla struttura dello stato francese nella storia moderna.

Illustrando il bilancio 2015 mercoledì scorso, il ministro delle Finanze Michel Sapin ha detto che le misure dimostrano che il governo è serio circa il rientro del deficit di bilancio, che è al di sopra dei limiti dell’Unione europea.
“Questi tagli di spesa sono fondamentali per la nostra credibilità agli occhi dei francesi e gli europei.
Saranno pienamente applicati”ha detto. Sapin ha insistito, tuttavia, che essi non sono misure di austerità in quanto saranno accompagnate da tagli fiscali .

Il governo spera (facendo infuriare il partito antitedesco all interno di quello socialista) che le riforme possano placare le autorità della UE infastidite dalla decisione della Francia di lasciare che il deficit di bilancio raggiunga il 4,4 per cento del prodotto interno lordo quest’anno ben al di sopra del 3 per cento richiesto dalla UE. Una parte significativa dei risparmi verrà effettuato nel sistema di welfare ovvero sulla carne viva dell orgoglio francese.

Il governo taglierà infatti la spesa per la sicurezza sociale di 9,5 miliardi di euro, compresi 3,2 miliardi di euro di spesa sanitaria, e 700 milioni di euro da prestazioni familiari. Il bilancio 2015 prevede inoltre di diminuire il numero dei dipendenti statali il prossimo anno e limitare gli aumenti salariali. Allo stesso tempo, il governo promette di ridurre la pressione fiscale sui datori di lavoro, nella speranza di favorire assunzioni. “Nel contesto di bassa crescita e bassa inflazione … il governo è ora costretto a fare misure di tagli alla spesa, invece di limitarsi a congelarla come una un tempo”, ha detto Antoine Bozio, economista e direttore dell’Istituto di politiche pubbliche .

Se dunque è vero ciò che ha detto Padoan a margine dell Eurogruppo di settembre circa la richiesta da parte della Francia di due anni di tempo in più per rientrare nel vincolo di bilancio che “Parigi è Parigi” sembrerebbe vero anche che “la tartina è la tartina”

La distanza tra teoria e pratica economica non è mai stata cosi profonda in Europa e sembra ieri (era l agosto scorso)che membri del governo di Jean-Marc Ayrauld insieme ad illustrissimi tartinati franscesi stilavano documenti predicendo nel 2025 il ritorno della Belle Epoque, con una nuova rivoluzione industriale, disoccupazione nulla e la ricerca di una nuova casa come “una piacevole fase della vita”,e poco importa se nel frattempo nessuno ha portato il vino,fuori piove, non si può fumare, la ragazza si è sposata e magari, da come sono andate le ultime amministrative, vota Front National.

Scritto da Gabriele Zavaglia

Gabriele Zavaglia

Ariete (non praticante) con velleità intellettuali e pontificali. Studente emerito di giurisprudenza a Roma3 e irriducibile contestatore dei finali antimeritocratici e liberticidi dei cartoni della Disney . non si perdonerà mai di non aver fatto in tempo a rinnovare l abbonamento della Roma.