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Formazione: la chiave di una politica che guarda al merito e al futuro

Formazione: la chiave di una politica che guarda al merito e al futuro

Sotto la spinta di Matteo Renzi, il PD sta diventando il partito a vocazione maggioritaria che era nato per essere, finalmente espressione di una sinistra moderna e vincente. Tuttavia, c’è ancora molto da fare: la grande sfida di un partito, infatti, è nella selezione della classe dirigente con cui si propone per il governo di un paese (a tutti i livelli).

In Europa, in Italia, così come nei singoli territori, abbiamo bisogno che il nostro partito porti avanti persone preparate, in grado di leggere la complessa realtà della politica e soprattutto di agire in modo coerente rispetto al mondo in cui ci troviamo oggi, competenze e capacità che non possono evidentemente essere date per scontate.

Abbiamo anche bisogno che il nostro partito torni ad appassionare i giovani, e che chi investe il proprio tempo e le proprie energie nei circoli e in generale nell’attività politica senta di stare facendo qualcosa di utile, per sé stessi e per gli altri, e magari anche di “fico” (perché cosa c’è di più cool che voler cambiare il mondo?). Molti giovani, invece, oggi vedono i partiti come organizzazioni in cui vige la cooptazione, la logica della fedeltà di filiera, e in cui non si può andare avanti se non si conosce qualcuno (pensate che si sbaglino?).

La soluzione a questi due problemi (la selezione di una classe dirigente adeguata e l’entusiasmo dei giovani verso il partito) passa per una strada sola: la formazione politica.

Le potenzialità offerte dal campo della formazione sono infinite (ha ragione Renzi a menzionare le serie TV: i miei studenti provenienti da Harvard o dalla Columbia non fanno una piega quando per spiegare Machiavelli uso esempi tratti da Game of Thrones o da House of Cards! Non condivido lo scetticismo dell’amica Galatea su questo), sperimentiamo allora! L’innovazione politica si fa anche a partire dai metodi e dai contenuti usati nella formazione dei giovani (e dei meno giovani) alla politica stessa!

Si parla tanto di riconoscimento del merito. Affinché quello del “merito” non rimanga un mero proclama o una parola svuotata di ogni significato, e per cambiare verso anche alla brand attitude dei giovani verso il PD, la mia proposta è che il partito attivi diversi percorsi di formazione politica, ma che si vada anche oltre. Esempio: una scuola di formazione destinata alla politica europea, in cui selezioniamo i migliori (con test o prove di vario tipo, attraverso un processo di sana competizione): i “vincitori” di ogni edizione potrebbero sbarcare a Bruxelles (o a Roma), venendo reclutati ad esempio come assistenti parlamentari (ovviamente retribuiti), e fare un‘esperienza professionale in cui applicheranno direttamente ciò che avranno imparato, per tre o sei mesi o anche un anno (una sorta di programma Erasmus-Leonardo all’interno del partito). Se poi sono davvero bravi, niente vieta ai nostri parlamentari europei (o italiani) di assumerli stabilmente guadagnandoci collaboratori in gamba. Nel caso contrario questi ragazzi avranno svolto comunque un’esperienza professionale da mettersi sul curriculum. Insomma una win-win situation. In cui avremo formato dei giovani dando loro delle competenze, ma creando anche capitale sociale intorno al partito, un partito che si dimostrerà finalmente davvero aperto e in grado di attirare i migliori talenti.

Con percorsi di questo tipo, saremo in grado di dare una svolta alle logiche di crescita delle nuove classi dirigenti all’interno del partito, provando ad applicare per primi al nostro interno il criterio del merito che predichiamo per il Paese. Perché solo un partito capace di investire sul merito e sui propri giovani potrà dire di essere un partito che investe sul futuro, e potrà dirsi all’altezza delle sfide che oggi più che mai il mondo ci pone innanzi.

Scritto da Alberto Bitonti

Alberto Bitonti

Alberto Bitonti. PhD in Scienze politiche, Adjunct Professor di Political Theory ad IES Abroad Rome, Fellow della School of Public Affairs all’American University di Washington DC e alla LUISS di Roma, segretario del circolo PD di Trastevere. Ha pubblicato Classe dirigente. Il profilo del potere in Italia (Datanews 2012). Le sue più grandi passioni sono le sperimentazioni, la musica e sua moglie (non necessariamente in quest’ordine).