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E comunque 45 anni fa si partiva per la luna

E comunque 45 anni fa si partiva per la luna

Nel 1998 Jerry Seinfeld durante il suo ultimo spettacolo da stand up comedian faceva notare a tutti che non saremmo mai dovuti sbarcare sulla Luna. Da quel momento infatti, diceva,  ogni singola vicenda umana sarebbe stata necessariamente confrontata con tale evento con il rischio che il paragone risultasse ancora più frustrante e inspiegabile (“se siamo sbarcati sulla Luna perché questo caffè fa così schifo?”).

L’ 11 luglio del 1969, incuranti o ignari di tali effetti sulla società, un gruppo di scienziati della NASA spara nell’atmosfera  tre giovani e imbarazzati astronauti per fare quello che nessuno aveva fatto prima : e chiarire all’URSS chi comandava davvero.

Poi per carità “the giant leap for mankind” non è risultato da sottovalutare, ma vuoi mettere con l’andare a letto indecisi tra il restare svegli a pensare alla rabbia altrui o l addormentarsi  sperando di sognarla. Lo stesso Richard Nixon , il tremendissimo Richard Nixon, il pelosissimo Richard Nixon,  così come pare lo ricordino alcuni membri del suo staff, vagasse quella sera per l’ufficio ovale come un‘adolescente innamorato.

L’intera operazione Apollo, come  annunciato durante un congresso nel 73, è costata al governo federale 25,4 miliardi di dollari e questo include tutti i costi di ricerca e sviluppo, la costruzione di 15 razzi Saturn V, 16 moduli di comando e servizio, 12 moduli lunari, oltre che lo sviluppo dei programmi di supporto e amministrazione.

Gli impatti sulla società civile furono  immensi tra ricadute tecnologiche e economiche (si calcola che per ogni dollaro speso ne furono guadagnati tre) oltre ovviamente all’ingente numero di posti di lavoro generato dalle varie missioni  e alla spinta centripeta che ha portato negli USA i migliori tra ingegneri , fisici e professionalità collegate che il mondo avesse da offrire.

Uno dei settori industriali che più ha beneficiato delle ricadute tecnologiche del programma spaziale Apollo è stato quello dell’industria del metallo. Essa ha dovuto, infatti, soddisfare requisiti sempre più stringenti (leggerezza, resistenza alla sublimazione, alle vibrazioni, al calore) raggiunti con l’adozione di nuove tecniche di saldatura al fine di ottenere parti senza difetti. Il programma Apollo ha contribuito notevolmente anche allo sviluppo dell’informatica: i software di navigazione richiesero nuovi linguaggi di programmazione e algoritmi. Inoltre, nell’ambito del progetto fu avviato l’uso di circuiti integrati: durante lo sviluppo dell’Apollo Guidance Computer il MIT ne ha utilizzato circa il 60% della disponibilità mondiale(senza dimenticare la boccata d’aria che è stata per il mercato del complottismo postRoswell).

L’ operazione che porta il nome del Dio del Sole e protettore delle colonie romane ha dimostrato dunque quanto la ricerca cosiddetta “pura” non sia per forza materia di sprechi e complimenti ipocriti e che la competizione tra stati non  necessariamente debba far rima con olocausto atomico(o spread).

Uno Stato che non crede di poter raggiungere certi obbiettivi (o evitare altri malcostumi ancora peggio) non è uno Stato che crede in se stesso ed uno Stato che non crede in se stesso non è tale. Tanti paesi (per dire tanti uomini) che si sfidano per andare più lontano(per dire più in alto) potrebbero portare l’intero pianeta un po’ più vicino a quelle stelle che ci affascinano da ben prima della guerra.

Che sia per amor di se stessi o per amore e basta ciò che conta, in amore, è che, una cravatta è una cravatta, ma io ti avevo chiesto la Luna.

Scritto da Gabriele Zavaglia

Gabriele Zavaglia

Ariete (non praticante) con velleità intellettuali e pontificali. Studente emerito di giurisprudenza a Roma3 e irriducibile contestatore dei finali antimeritocratici e liberticidi dei cartoni della Disney . non si perdonerà mai di non aver fatto in tempo a rinnovare l abbonamento della Roma.