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Chi siamo

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L’Italia, quando è nata, è nata come promessa di libertà, unità, felicità, bellezza e futuro.

Questa è stata la promessa dei nostri padri costituenti e, ancora prima, l’impegno e la volontà di quanti hanno visto, in una penisola, divisa un’unica Nazione, un solo Paese.

A tuttora questa promessa non è stata mantenuta. Questa promessa di coesione tra individui liberi, consapevoli delle loro qualità e solidali con chi è nel bisogno è stata calpestata, deformata, dimenticata nei momenti più oscuri del ‘900, e infine strumentalizzata al solo fine di difendere la propria ragione politica.

Noi crediamo che l’Italia sia nel mondo il simbolo della bellezza che si fa comunità, non solo un luogo, ma una dimensione politica a tutti gli effetti, punto di partenza del nostro essere cittadini del mondo e cittadini tra cittadini. Privati di questa dimensione comune non potremmo che attraversare il tempo che ci è dato sottratti da responsabilità, incerti dei nostri diritti e deboli nei nostri doveri.

Per tener fede alla promessa iscritta nella nostra Costituzione, la via maestra è per noi ritrovare insieme il senso della scelta della Patria, vestirne il nostro Paese, l’Italia, condividerlo tra cittadini, uomini e donne, che ad Essa guardano per costruire adesso il tempo di domani.

Patriottismo è, infatti, quella consapevolezza che desideriamo ricostruire e riscoprire, diffondere e promuovere perché assurga a ideale riferimento e patrimonio progettuale per ogni cittadino. Patriottismo come argine al nazionalismo, come valore cardine per qualsiasi forza politica progressista. Sia che si tratti dell’Italia sia che si tratti dell’Europa, o meglio di una Unione europea, di una casa che rafforza il nostro essere uniti in uno spirito più ampio. Spirito che, dopo secoli di divisioni e di sofferenze, coglie l’ethos più autentico del nostro Paese, fondato sulla libertà e sul progresso, valori questi ottenuti da anni di cadute, di tragedie, ma anche dalla capacità di rialzarsi quando nessuno lo riteneva possibile. Patriottismo come tappa finale di un lungo percorso nazionale che ha visto l’Italia mantenere una sua splendida specificità artistica, culturale e tecnica, capace di renderla un Paese in grado di affrontare sfide difficili da superare. La nostra ambizione non è il mutamento di una cultura nazionale molto spesso considerata lassista ed omertosa, ma anzi la riscoperta dello spirito italiano, fatto di genialità, coraggio e intrapresa. Mai potremmo dire di aver raggiunto un risultato finché questo fosse esclusivo traguardo di una sola parte politica, associata talvolta a posizioni che addirittura tradiscono il suo più profondo significato, la sua vocazione di solidarietà e di condivisione fra individui liberi.

Ricostituire un tessuto di identità ampio e condiviso non è un tentativo nuovo.

In questo percorso ci consideriamo difatti debitori in primis dello straordinario operato del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, propugnatore del più autorevole tentativo in questa direzione. Sentiamo forte il dovere di riprendere questo cammino, portandolo avanti consapevoli che questo non debba essere costruito intorno alle sole istituzioni repubblicane in senso proprio, ma debba invece essere portato avanti tramite gli strumenti della politica e della cultura, diffondendone le qualità migliori nella costruzione di una proposta che guardi al bene comune.

La Patria, come la famiglia, è il luogo in cui i singoli individui, adempiendo ai propri doveri, garantiscono l’indipendenza e i diritti fondamentali degli altri. È il luogo dell’accoglienza, della tolleranza, della formazione di un senso civico, individuale e insieme collettivo, nel rispetto di ogni persona. La Patria non è una comunità della quale si può far parte per nascita o per mero interesse materiale, come fosse una proprietà. Alla Patria si è legati dalla propria cultura, dalla coscienza di far parte di una storia millenaria, dal desiderio di rendere la propria terra più giusta, più accogliente, più bella. Alla Patria si è legati, a volte, per una scelta radicale: entrare nella storia e nella cultura di una terra un tempo straniera, abitarla, impegnarsi per migliorarla.

Proprio per questo senso di appartenenza profonda, che va al di là degli interessi temporanei, il sentimento patriottico ha forti ripercussioni sulla nostra concezione della vita politica e ci permette di riaffermare con forza e convinzione che proprio perché crediamo nel valore della democrazia competitiva a scapito di quella consociativa, sappiamo che i governi ed i rappresentanti eletti non sono solo la mera “incarnazione” dei loro partiti di riferimento, ma assai di più essi sono rappresentanti di istanze generali al servizio dell’Italia e dei suoi cittadini. Per questo è necessario costruire un Patto tra eletti ed elettori che sia alla luce del sole, verificato e verificabile alla fine di ogni legislatura, contro ogni accordo che vanifichi le scelte dei cittadini. La sovranità dei cittadini non può essere elusa e delusa, pena l’allentamento dei vincoli reciproci e l’indebolimento della Repubblica, sia in senso istituzionale che morale.

Non neghiamo la necessaria e fondamentale divisione tra opzioni politiche tra loro concorrenti e realmente alternative, con l’auspicio, però, che si svolgano in un quadro di mutuo rispetto, di leale collaborazione volta al bene superiore della comunità rispetto ai pur legittimi interessi di parte.

Per questo noi non esitiamo nel volerci definire Patrioti.

Solo in un Paese smarrito, le cui parole più belle appaiono spesso svuotate, si può accettare di non essere definiti come tali. Per questo, da Patrioti, ci impegneremo in un lavoro di recupero e diffusione, di ricerca e condivisione delle qualità migliori dell’Italia. Per questo ricorderemo nel nostro agire politico che quanto più saremo patrioti, tanto più saremo migliori.

Donne e uomini arricchiti e consapevoli della bellezza della solidarietà che tanto può nell’obiettivo di costruire patrie sempre più grandi, popoli senza confini. Per questo motivo sentiamo come nostra Patria anche l’ Europa: in questo momento di crisi non possiamo che essere aperti e continuare ad essere protagonisti nella costruzione dell’Europa dei popoli che proprio in Italia ebbe i suoi massimi ispiratori. Non possiamo e non vogliamo arretrare in derive nazionaliste e demagogiche che ad altro non portano se non allo svilimento del concetto di Patria. A queste ci vogliamo opporre convintamente.

Crediamo che questa responsabilità spetti a noi.

Come cittadini e, ancora di più, come donne e uomini, ci riconosciamo nelle tradizioni del riformismo italiano; come cittadini, per troppo tempo, abbiamo provato quanto amaro sia lasciare quel prezioso Patrimonio comune di simboli intrappolato in uno schema di stereotipi faziosi di cui la Storia ha mostrato tutta l’inadeguatezza. Cogliere l’opportunità, in un momento così critico per la Repubblica, di risvegliare e rivitalizzare quel Patrimonio comune può sembrare folle, noi riteniamo invece che sia follia, di fronte al rovinoso naufragio che il Paese rischia, non aggrapparci ad una solida scialuppa fatta di storia, valori e simboli, che può aiutare tutti noi a scoprire la parte migliore di noi stessi e riconsegnarla ai cittadini di questa nostra Italia.