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Capire la vittoria di Marine Le Pen

Capire la vittoria di Marine Le Pen

La Francia spera nell’arrivo del suo Matteo Renzi e nel frattempo la sua classe politica guarda impotente crescere il Front National. Dopo l’ottimo risultato delle amministrative di marzo scorso ecco la storica vittoria del partito di estrema destra alle Europee del 25 maggio. “Le Front National, premier parti de France” proclamavano cartelli alla sede del parti appena i risultati conosciuti. E non è propaganda. 25% dei suffragi davanti alla destra dell’UMP con un deludente 20% e un disastroso 14% per il partito Socialista. Su 74 europarlamentari francesi, la più grossa pattuglia sarà quella dei frontisti che manderanno a Strasburgo 24 dei loro.

Questa vittoria ha un viso, quello di Marine Lepen, leader del FN che, nel modo di fare politica, condivide col padre solo il nome. Donna di 48 anni che ha rottamato i discorsi razzisti ed antisemita per parlare di economia, di difesa dell’industria francese e delle classe popolari e presenta l’uscita dall’Euro come la soluzione a tutti i problemi. Una strategia vincente. Nella circoscrizione del Nord roccaforte della sinistra francese, il FN ottiene 34% dei suffragi. La classe politica nel suo insieme è KO. La destra non presenta ancora un’alternativa credibile, il partito socialista non convince più con un presidente Hollande che batte dei record di impopolarità e risponde all’insoddisfazione con l’attendismo, infine il Front de Gauche di Jean-Luc Mélenchon non è stato in grado di sfruttare l’esasperazione crescente nel paese. Il voto europeo è tuttavia considerato meno importante rispetto a quello nazionale dove l’elettore può più facilmente sfogarsi ha fatto il resto.

Chi ha votato FN? Innanzitutto bisogna ricordare che la forte astensione (57% per le Europee) aiuta. Nonostante questa premessa,  il partito di Estrema Destra è riuscito a sedure le classe popolari. 43% degli operai, 38% degli impiegati, 37% di quelli con un basso livello di istruzione, 37% degli disoccupati e 30% delle famiglie con piccoli redditi. Marine Lepen conferma anche la sua popolarità dai giovani. 30% dei meno di 35 anni l’hanno votato. Solo il 21% per gli over 60 anni. Per molti analisti politici, l’elettore tipo del FN non è un nazista ma il francese che fa parte della “Francia dimenticata” ne di città ne di campagna, che vive a 30km da un grande agglomerato e sogna di diventare proprietario.

Nelle loro preoccupazioni che si ritrovano le motivazioni del voto. Se la sicurezza arriva al primo posto (53%), il lavoro (48%) e l’economia (43%) sono dei dossier su cui l’elettore del FN aspetta urgentemente delle risposte. Risposte che giudica insoddisfacenti da parte della destra e della sinistra che applicano delle ricette simili. Meglio per lui affidarsi alla “novità” Marine Lepen vergine del potere che non può esercitare per colpa o grazie alla legge elettorale. Una legge elettorale che chiede di cambiare al più presto introducendo la proporzionale, il primo partito nelle ultime elezioni ha solo due deputati su 577. Non basta più demonizzare il FN per impedirgli di crescere.  Bisogna fare cambiare verso alla vita politica francese…. e soprattutto trovare quello o quella capace di farlo.

Scritto da Olivier Tosseri

Olivier Tosseri

Storico di formazione, corrispondente a Roma per le TV Itele/Canal +, la Radio RMC e il quotidiano l’Opinion. In Italia da 6 anni.