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Arrivederci Balotelli

Arrivederci Balotelli

“Balotelli rimane al Milan al 99,9%!”. Con queste parole nella giornata di mercoledì Adriano Galliani segnava l’ennesima sessione di mercato in cui la squadra italiana più vincente nel mondo decide, prima dell’inizio del campionato, di guardare le altre concorrenti lottare per i titoli e si accontenta di galleggiare tra una posizione di metà classifica e una improbabile qualificazione nell’Europa meno nobile. Ma a questa storia ormai chi tifa il diavolo é abituato. Lontani le estati in cui arrivavano Ibraimovich, Robinho, Boateng e Nocerino (si faceva più mercato in una settimana qualche anno fa che in due mesi oggi) e quelle in cui il milanista sotto l’ombrellone poteva almeno dire la sua con gli amici senza essere escluso a priori dalle discussioni calcistiche. Da tifosi ce ne faremo una ragione, così come abbiamo fatto negli ultimi anni, dividendoci tra chi chiede la vendita della società e chi invece ringrazia ancora l’attuale dirigenza per quanto fatto. Balotelli non é un fenomeno, é un gran giocatore però.

Uno di quelli, e in Italia ce ne sono pochi, che possono risolverti le partite da un momento all’altro. 26 gol in 43 partite col Milan, mica robbetta. Gol pesanti in nazionale dove invece abbiamo calciatori che vengono osannati avendo segnato molto meno. Arriverà qualche affare low cost e ci accontenteremo. Da amante del calcio, da sostenitore del campionato che un tempo era il più bello del mondo (adesso la premier ci sovrasta senza appello) e da italiano che tifa la propria nazionale ai Mondiali e agli Europei credo sia una grande perdita, una sconfitta. É il sintomo di un calcio che ha deciso anni fa che Balotelli doveva diventare un fenomeno e nel momento in cui scopre che ancora non lo é, lo scarica. Lo scarica come fosse un Pancev o un Oliveira qualunque. Come se non fosse un gran giocatore, anche se se non un fenomeno.

Non vale la storia del bad boy, del carattere difficile. La storia del calcio ha conosciuto di peggio e i primi a volere un bad boy di cui parlare sono gli stessi che ne prendono le distanze e lo criticano. Balotelli é un calciatore e come tale va giudicato. Non mi hanno mai appassionato le multe per divieto di sosta, con quale macchina girasse la città o quale fosse l’ultima foto postata su instagram. Invece sembra che per alcuni i problemi di tutto il calcio italiano, ma non solo, siano colpa sua. Sui social e sui giornali si moltiplicano le persone che si sentono sollevate da questa dipartita e che credono di trovarsi nell’alba di un nuovo giorno anche se non si capisce bene per chi o per che cosa il nuovo giorno stia arrivando. L’Italia perde un grande giocatore. Giovane, italiano e che ogni tanto ha il vizio di fare giocate fenomenali.

Mi piacerebbe sapere per curiosità quanti giocatori più forti di lui rimangano in Italia. Da oggi i suoi detrattori, finita questa ondata di risentimento, vivranno nell’attesa di un nuovo capro espiatorio mentre noi che amiamo il calcio potremo continuare a vederlo nel campionato più bello del mondo.

Scritto da Yuri Santagostino

Yuri Santagostino

Sindaco di Cornaredo, in provincia di Milano. Ha iniziato ad interessarsi di politica dopo il G8 di Genova, è stato il primo segretario del Partito democratico del proprio circolo a 23 anni.
Ha lavorato come collaboratore parlamentare e si occupa di ciclo di gestione dei rifiuti.